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Non puoi piacere agli altri se non piaci a te stesso: amarsi è la prima cosa

Anche se il confronto con gli altri è sempre esistito, con l’avvento dei social media questo dato di fatto è diventato una certezza per chiunque.
Siamo in continuazione bombardati da immagini che stabiliscono i canoni di bellezza, di benessere e di successo nella vita, come se questi fattori fossero gli unici a creare il valore di una persona. Anche una semplice vacanza non è più tale, ma si trasforma in un modo per apparire e dimostrare sempre qualcosa agli altri, nell’enorme vetrina dei social network come Instagram, Facebook e Tik Tok. L’effetto più cruento lo stanno subendo gli adolescenti, che si ritrovano a combattere con pregiudizi e stereotipi che la stessa società alimenta, dando adito a influencer e celebrità che promuovono uno stile di vita irraggiungibile, provocando sempre più insoddisfazione nei giovani.

Tra autostima e stima per gli altri

Prima dell’avvento di Internet, la nostra finestra sul mondo era la televisione. È proprio da qui che abbiamo visto, decennio dopo decennio, l’evoluzione degli standard di bellezza e vita socialmente condivisi. Tuttavia l’impatto, seppure continuo, era meno invasivo rispetto all’effetto che hanno ottenuto i social network, soprattutto sui giovani.
Inizialmente venduti dalle grande società i-Tech come un modo per collegarsi agli altri stando anche dall’altra parte del mondo, questi si sono rapidamente trasformati in vetrine sulle vite altrui, mettendo in mostra i lati migliori e peggiori delle persone. La loro crescita esponenziale ha portato i social media a diventare un vero e proprio strumento di business, tanto da lanciare nuove professioni come quella degli Influencer. La cultura del bello e dell’estetica ha completamente surclassato ogni altra forma di comunicazione, diventando un aspetto cruciale della nostra vita.

Non è un mistero che siamo continuamente pervasi dalla voglia guardare tutto ciò che riteniamo bello, perché è qualcosa che ci sprona a migliorarci. Purtroppo però, spesso veniamo sopraffatti da obiettivi sbagliati, dimenticando che solo una minima parte di tutto ciò che vediamo è realistica. Il continuo paragone con gli altri ci spinge a dimenticare chi siamo e cosa abbiamo fatto per arrivare dove ci troviamo, anche se quel posto non ci dà completa soddisfazione. Anziché diventare un’arma di miglioramento, proviamo un senso di abbattimento, tanto da convincerci che non valiamo e che, per quanto ci proviamo, non arriveremo mai dove ci siamo prefissati.

Imparare a riconoscersi e ad amarsi

In questo marasma di vite che ci travolge c’è un’unica cosa da fare: imparare a volersi bene. Costruire la propria autostima e piacersi non è un procedimento facile e potrebbe volerci del tempo. Il modo per riuscirci è pensare agli obiettivi raggiunti, a quanta strada è stata fatta e quale direzione prendere per il percorso che continua.
Capire che ogni vita è differente e che metterle a confronto non porta a nulla è il primo passo verso la consapevolezza di se stessi. In secondo luogo, sarebbe utile staccare periodicamente dai social network: alimentare l’ossessione per le immagini e i video altrui non fa bene alla nostra autostima; al contrario, “addomesticare” l’algoritmo dei nostri social privati a mostrarci cose che ci stimolano e ci interessano davvero potrebbe essere un modo alternativo per diminuire pian piano il loro utilizzo e, al contempo, guardare cose che non ci fanno inconsciamente star male. Se il processo risulta troppo difficile, chiedere aiuto a un terapista potrebbe essere una soluzione per non abbandonare l’obiettivo. Anche tenere un diario dei propri progressi può giovare all’autostima: vedere scritto nero su bianco tutto ciò che si è riusciti a fare è un modo per rendersi conto di come concentrarsi su se stessi porti a risultati eccezionali.
Demonizzare i social media non è la strada giusta, perché in fondo decidiamo noi come utilizzarli e che valore dare loro.
Così come siamo noi a decidere quanto valore abbiamo e non gli altri.