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Esplorare una grotta speleologica per superare le paure: cosa ne pensa la psicologia

Secondo uno studio condotto da Barbara Corsale, psicologa e psicoterapeuta, in collaborazione con l’istituto milanese “Mario Negri”, gli speleologi sono più sereni e in grado di gestire meglio l’ansia. Grazie all’analisi condotta su 215 speleologi, infatti, è emerso che lo sport avventuroso, insieme alla scoperta dei segreti del proprio territorio, aiutano a far superare le paure e i limiti che essa crea.

La speleologia per superare le paure: uno sport avventuroso alla portata di tutti

La speleologia è uno sport che richiede la visita e lo studio di grotte situate nelle profondità della terra, definite appunto speleologiche. Senza lasciarsi andare troppo alla fantasia, la grotta fa venire subito alla mente un luogo buio e misterioso dove regna l’oscurità, un clima diverso e meno favorevole rispetto all’esterno e nel quale è molto probabile trovare qualche piccolo animale poco conosciuto. Riportato all’inconscio, la grotta rimanda alla paura dell’ignoto, al coraggio di superare lo strapiombo e il buio e alla possibilità di vivere sulla propria pelle, in modo fisico, mentale ed emotivo, tutte le sensazioni che tale esperienza contiene.

Attraversare queste emozioni significa viverle profondamente, accettarle, integrarle fino a superarle in modo definitivo. Secondo gli psicologi che hanno affrontato tale studio, l’accettazione delle esperienze che viviamo, anche quelle che consideriamo negative e dolorose, ci permette di crescere, maturare ed evolvere. A ben vedere, siamo tutti una combinazione perfetta di paura e coraggio, timore di affrontare la vita e forza di superare le difficoltà, di sconforto e serenità, di rabbia e gioia, razionalità e follia: tutti sentimenti che devono essere attraversati e incanalati in modo equilibrato nel proprio percorso di vita.

L’elemento terra: ritornare alle origini per ritrovare se stessi

Ma perché proprio una grotta nelle viscere della terra? Le grotte speleologiche si trovano nella cavità della terra, sono un elemento primario che sovraintende la centratura, il radicamento e l’armonia tra il corpo e la testa, offrono una corretta gestione degli stati d’animo primari come l’angoscia e l’ansia, la paura e la curiosità fino alla voglia di scoperta. Insomma, la terra comprende tutte le esperienze di apprendimento e di accesso in noi stessi e nei meandri della nostra interiorità.

Se tutti questi sentimenti riescono a trovare il posto giusto, aiutandoci a raggiungere l’equilibrio interiore, allora possiamo sentirci sicuri e sereni. Una sensazione di sicurezza che ci permetterà di sentirci a casa in qualsiasi parte del mondo, perché avremo messo le radici dentro noi stessi. Questo significa che non ci servirà legarci a qualcun altro per stare bene perché il vero benessere lo abbiamo già raggiunto.

Tale processo di adultità e autonomia lo troviamo anche nei primi insediamenti di ominidi che, dalle fonti più antiche, sappiamo che amavano stanziarsi nella cavità della terra dove si sentivano protetti e potevano “riconoscersi” diversi dagli animali che popolavano la terra. Alcuni storici azzardano anche la tesi secondo cui l’alba dell’umanità abbia avuto inizio proprio nelle grotte più profonde della terra dove i primi uomini si riunivano in piccoli gruppi per proteggersi dai pericoli naturali.

Dal punto di vista psicologico, oggi sappiamo che molte problematiche psichiche nascono da uno scarso radicamento, una mancanza di radici che ci fa sentire sempre nel vuoto e senza punti d’appoggio. Andare in una grotta speleologica, invece, comporta l’acquisizione di modi diversi di muoversi e il ritorno ai primordi del mondo. Quando ci si trova all’interno, infatti, bisogna eseguire movimenti istintuali e quasi arcaici, utili per la psiche ma anche per la muscolatura. Gesti esplorativi che decontraggono e rilassano, favorendo il ritrovamento di flessuosità e vigore.