HomeBenessereErbe aromatiche, antichi rimedi medicamentosi alla portata di tutti

Erbe aromatiche, antichi rimedi medicamentosi alla portata di tutti

In passato non esistevano i farmaci nel senso più attuale del termine: ci si curava infatti con rimedi medicamentosi a base di spezie, erbe officinali ed erbe aromatiche. Risale a circa il 3000 a.C. il più antico erbario del pianeta: è il Pent-T’Sao ed è stato redatto dall’imperatore cinese Cheng Nong, il quale sperimentava in prima persona le erbe dalle proprietà curative.
Le erbe aromatiche erano usate per curare diversi malanni dagli antichi Egizi e dai Greci, con personalità come Discoride e soprattutto Ippocrate che ne suggerivano l’uso a fini curativi.
In Europa, nel corso del Medioevo, è la figura del monaco a diffondere maggiormente l’uso delle erbe aromatiche come medicamento. Ancora oggi la fitoterapia è preferita per curare lievi problemi fisici senza ricorrere e abusare di farmaci.

Le più importanti piante aromatiche curative, dalla salvia al timo

Nell’Antico Egitto era consigliata per curare l’infertilità nelle donne mentre i greci Ippocrate e Discoride ne suggerivano l’uso contro le piaghe: è la salvia, un’erba aromatica usata per insaporire secondi piatti, ma che cela proprietà benefiche quasi miracolose. Ha, infatti, un’azione balsamica, espettorante, digestiva e antiinfiammatoria: si rivela molto efficace nelle affezioni del cavo orale e nell’alleviare i dolori mestruali. La salvia aiuta poi ad abbassare il livello dello zucchero nel sangue e ad attenuare lo stress mentale.

Alla base della cucina mediterranea c’è poi il basilico, con quel “profumo regale” che impreziosisce piatti tipici soprattutto della cucina italiana. Il basilico è ricco di aminoacidi, antiossidanti, sali minerali e vitamine, evidenziando proprietà antinfiammatorie, in particolare contro l’artrite e i dolori articolari. Questa pianta aromatica aiuta, inoltre, ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue ed è anche un ottimo digestivo.

Se nell’Antico Egitto lo usavano, assieme ad altri ingredienti, per imbalsamare i corpi, oggi il timo è considerata una delle piante aromatiche più benefiche. Grazie al timolo e ai sali minerali, esercita importanti azioni antispasmodiche, antisettiche, antivirali, disinfettanti e depurative. Si rivela prezioso per curare problemi all’apparato respiratorio come bronchiti e asma: alla luce degli studi eseguiti presso l’Università di Heidelberg, il timo avrebbe anche proprietà antitumorali in relazioni al cavo orale.

Dal rosmarino al prezzemolo

Come molte delle piante aromatiche, anche il rosmarino cresce spontaneo lungo le coste mediterranee e nell’Antica Roma era utilizzato per curare i problemi allo stomaco, oltre che per purificare l’aria all’interno dei vari templi. Il rosmarino è una pianta dalle proprietà carminative, antisettiche, battericide, antinfiammatorie e analgesiche. Migliora la circolazione sanguigna, rinforza i muscoli dell’organismo (compreso quello cardiaco), disintossica e attenua gli stati d’ansia. Secondo i ricercatori dell’Università dell’Illinois, il rosmarino contrasterebbe l’insorgenza del diabete di tipo 2.

Molto apprezzato in fitoterapia è l’aneto, pianta ricca di sali minerali che aiuta a digerire, a contrastare la ritenzione idrica e a eliminare i gas intestinali. Grazie ai monoterpeni insiti nelle sue foglie, l’aneto esercita una forte azione antiossidante, contrastando anche la formazione di cellule maligne.
Non si può, infine, non citare il prezzemolo, sacro agli antichi Greci: è una pianta medicamentosa che, grazie alla ricchezza di sali minerali, di flavonoidi, di aminoacidi e di vitamine (in particolare quelle del gruppo B), ha proprietà carminative, digestive e diuretiche: previene, inoltre, l’insorgenza del diabete, migliora la circolazione, combatte l’asma e l’arteriosclerosi.