HomeBellezzaGli effetti della luce blu emessa dai dispositivi mobili sulla nostra pelle

Gli effetti della luce blu emessa dai dispositivi mobili sulla nostra pelle

Il progresso tecnologico e i dispositivi che quotidianamente utilizziamo, se da una parte offrono servizi semplificati e più immediati, dall’altro lato una vita iperconnessa ci rende vulnerabili dinnanzi a un nuovo tipo di pericolo: l’inquinamento tecnologico, o da luce blu. I principali rischi si riversano sulla nostra pelle. Non è più sufficiente proteggerci dai raggi solari o dallo smog: i dispositivi mobili infatti sono la principale minaccia per la bellezza della cute.

Smartphone, tablet, pc, televisori e luce led, sono accomunati dall’emissione della luce blu.
A riguardo sono stati eseguiti diversi studi che hanno evidenziato come i danni cutanei siano molto rilevanti. Rimanere esposti per lunghe ore davanti agli schermi dei device digitali, provoca un’accelerazione dell’invecchiamento della pelle e, in particolare, della formazione di rughe, macchie e di un colorito giallastro. Si tratta di un pericolo però molto sottovalutato, che subiamo senza rendercene conto. Vediamo nello specifico alcuni rischi.

Cos’è la luce blu e perché è dannosa

La luce blu proviene sia naturalmente dal sole che artificialmente degli schermi. Se quella emessa dal sole ha degli effetti positivi, soprattutto per il nostro umore e per la psiche, il problema invece ci riguarda quando la subiamo con l’uso prolungato dei dispositivi tecnologici.

Non solo per la pelle. Questa infatti contribuisce ad alterare in naturale ritmo circadiano, abbassa la produzione di melatonina e influisce negativamente sulla qualità del sonno. Ciò avviene soprattutto a causa della cattiva abitudine di prendere sonno in seguito a un uso prolungato dei dispositivi mobili. Molti studi hanno evidenziato che questo comportamento sia poco salutare, poiché compromette il naturale processo notturno di riparazione che si attiva nel nostro organismo.

Quest’ultimo consiste nell’azione di rinnovamento cellulare e di purificazione dell’organismo appunto; se ciò non avviene correttamente, la pelle comincerà a risentirne per prima, mostrando segni tipici dell’invecchiamento precoce.

Luce blu: quali sono gli effetti sulla pelle

Studi dermatologici hanno permesso di mettere in luce molti aspetti negativi della tecnologia: la pelle,infatti, attraverso la luce blu subisce un forte stress ossidativo. Questa penetra fino al derma, compromettendo la produzione di elastina e collegene, sostanze fondamentali per l’elasticità della pelle. In seguito a una lunga esposizione agli schermi dei dispositivi mobili quindi, si determina un’iperpigmentazione e un consistente aumento dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento.

I primi effetti si notano sul collo, a causa della posizione assunta per visualizzare il display durante lo scorrimento delle immagini.

La scarsa produzione di collagene e elastina, come detto, accelera la comparsa delle rughe e, insieme ai disturbi del sonno, contribuisce alla formazione di occhiaie perenni.

Come difendere la pelle dall’inquinamento tecnologico

A determinare i danni alla cute sono le ore cumulative passate utilizzando questi strumenti; infatti, ormai la maggior parte di noi trascorre le giornate davanti ai dispositivi mobili per molte ore e spesso consecutive.

Paradossalmente, stare pochi minuti al pc ma in modo costante nel tempo, ha effetti peggiori per la nostra salute rispetto a un periodo di molto superiore, ma una tantum.

Quindi per difendere la nostra salute, e soprattutto la pelle, dall’inquinamento tecnologico è indispensabile diminuire il tempo di esposizione alla luce blu e assumere antiossidanti, necessari per bloccare l’azione dei radicali liberi. Questi sono presenti anche negli alimenti quindi può essere sufficiente intervenire sulla dieta, oppure introdurli con degli integratori.