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Come contrastare i segni delle bruciature e delle ustioni

Stando ai dati diffusi dall’ospedale Humanitas di Milano, in Italia sono circa centomila le persone che ogni anno si ustionano; tra queste, diecimila si recano in ospedale per ferite gravi. Tenendo conto che esistono diversi gradi di ustione, è importante saper valutare la gravità della situazione e intervenire tempestivamente e in modo appropriato.

Quanti sono i gradi di ustione

In medicina si distinguono diversi gradi di ustione: in tutto sono tre e ciò che li differenzia è la gravità/intensità della lesione.

Le ustioni di primo grado interessano l’epidermide, ossia l’area superficiale della pelle, e non coinvolgono altri tessuti. La zona colpita dall’ustione appare arrossata e calda, oltre a essere dolorante e gonfia. Tra le ustioni di primo grado si annoverano le tradizionali scottature solari.

Le ustioni di secondo grado, invece, coinvolgono sia l’epidermide che i tessuti sottostanti. A seconda della gravità della lesione, si distinguono ulteriormente in ustioni superficiali o profonde.

Infine, le ustioni di terzo grado coinvolgono tutti gli strati della pelle: vengono considerate più gravi perché danneggiano anche le ghiandole sudoripare, le terminazioni nervose e i follicoli piliferi.
Generalmente, a seguito di un’ustione di secondo grado, la pelle impiega circa due settimane per cicatrizzarsi, nel caso invece di un’ustione di terzo grado, i tempi si dilatano e possono trascorrere anche più di tre settimane prima che guarisca.

Come trattare le ustioni e cosa fare in caso di cicatrici

A seconda della lesione, sullo strato superficiale della pelle possono formarsi delle cicatrici. Una volta formatasi, la cicatrice lascerà il proprio segno in maniera indelebile. Tuttavia, grazie ad alcuni metodi fai-da-te, è possibile contrastare l’insorgenza di cicatrici.
Il primo modo per evitare che restino i segni dell’ustione è quello di sottoporsi a una particolare fisioterapia (a guarigione avvenuta), in modo tale da ‘allungare’ la pelle scottata e al tempo stesso favorire i movimenti delle parti colpite dalla bruciatura.

Una delle conseguenze delle bruciature è la formazione di bolle d’acqua. In questo caso, è importante non bucarle, perché hanno la funzione di proteggere l’epitelio. Ciononostante, se dovessero malauguratamente rompersi, è possibile intervenire applicando delle garze impregnate di soluzioni cicatrizzanti.

Un altro strumento utile a prevenire l’insorgenza di segni post ustione sono le lamine di silicone. Si tratta di un presidio medico particolarmente utile, che rende le cicatrici più morbide e al tempo stesso ne riduce la dimensione.

Tuttavia, è importante tenere presente che le zone colpite da ustione sono più sensibili rispetto alle altre, perciò devono essere protette soprattutto durante i primi giorni. In questo caso, si possono utilizzare creme anti-UV ad alta protezione, in modo da preservare la pelle dalle aggressioni dei raggi solari.

La pelle, essendo delicata, necessita di tempi lunghi per guarire. In questo caso è fondamentale mantenerla pulita e idratata, evitando di toccare o graffiare l’area lesionata. Anche i vestiti che indossiamo giocano un ruolo importante, dunque via libera a capi comodi, purché non siano aderenti: un abito troppo stretto sfregherebbe la parte interessata dalla bruciatura.

In conclusione, abbiamo visto che seguendo alcune accortezze è possibile contrastare l’insorgenza di cicatrici e segni; tuttavia se la parte colpita dalla lesione è estesa e presenta una ferita profonda, è fondamentale contattare in maniera tempestiva il proprio medico di famiglia, oppure il 118.