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Cambio di stagione, i consigli per affrontarlo a tavola

Con gli sbalzi di temperatura, il cambio di stagione può portare con sé alcuni disturbi parecchio fastidiosi. Sonnolenza, stanchezza e svogliatezza sono solo alcuni sintomi che si presentano quando risentiamo delle modifiche del clima. Tuttavia, possiamo combattere questo stato di malessere a tavola, scegliendo i cibi giusti e con l’aiuto di qualche rimedio erboristico. Come? Lo scopriremo nelle prossime righe.

Cambio di stagione, il ruolo di frutta e verdura

Questo è, probabilmente, il consiglio più importante (e anche il più semplice) da seguire. La regola numero uno, infatti, è assicurarsi un adeguato apporto nutrizionale tramite frutta e verdura di stagione, in quanto arrivata al giusto punto di maturazione. Per fare il pieno di antiossidanti, prestiamo attenzione alle combinazioni alimentari, in particolare tra verdure a foglia verde e agrumi. Per combattere la stanchezza dovuta agli sbalzi termici, i prodotti dovranno essere freschi, il più possibile allo stato grezzo e provenire da coltivatori locali.

Integrazioni con legumi e soia verde

Altra carta vincente per combattere la stanchezza tipica del cambio di stagione ci viene offerta dai legumi e dalla soia. Entrambi sono ricchi di proteine vegetali, altamente digeribili ma dall’azione rinvigorente sull’organismo. Ceci, lenticchie e fagioli si rivelano un vero toccasana per ritrovare l’energia perduta e, allo stesso tempo, mantengono basso l’indice glicemico, specialmente in abbinamento con i cereali integrali; chi soffre di diabete, invece, deve moderare le porzioni di piselli. Per evitare problemi intestinali, consigliamo di metterli in ammollo per il tempo previsto, di cuocerli bene e di frullarne almeno la metà.

Le proteine del pesce

È un alimento ricchissimo di acidi grassi Omega 3, indispensabili per mantenere tonici i vasi sanguigni, fluidificare il sangue e moderare i livelli del colesterolo ematico. Le varietà migliori sono quelle classificabili come pesce azzurro, come sardine, sgombri, aringhe, aguglie, lanzardi, acciughe e palamite. Per non disperdere i principi nutritivi in esso contenuti, è meglio prediligere le cotture al vapore, al forno o sulla piastra.

Il potenziale antinfiammatorio dell’olio d’oliva

Analogamente a tutti gli alimenti qui descritti, anche l’oro del Mediterraneo vanta un’azione anti-flogistica su organi e tessuti. Tale proprietà è dovuta alla presenza di vitamina E e lipidi Omega 9, dall’elevato potenziale antiossidante. Per un soggetto normopeso, la quantità ideale è di 2 cucchiai da minestra al giorno, da utilizzare crudo. La varietà migliore è quella extra-vergine d’oliva, sia dal punto di vista nutrizionale sia organolettico.

L’importanza dei cereali integrali

La loro funzione è quella di apportare energia all’organismo senza causare sbalzi di glicemia, responsabili di sonnolenza e attacchi di fame. Meglio evitare le farine raffinate e prediligere cereali interi, come riso, farro, orzo, kamut, grano spezzato, teff, sorgo, avena e segale, rigorosamente con la crusca.

Semi oleosi, spezie e piante officinali

Mangiare piccole quantità di frutta a guscio e spremere un po’ di semi oleosi a freddo significa assicurarsi buone quantità di sali minerali, vitamina B ed E, ottime alleate contro la stanchezza stagionale. Un altro aiuto per ritrovare l’energia perduta proviene anche dal curry: la curcuma e lo zenzero in esso contenuti promuovono i processi digestivi e regolano la produzione della bile.
Da non dimenticare, infine, l’olio di borragine, amico delle difese immunitarie e della pelle.